Wax sempre più popolare sulla scena mondiale, porta nuova ricchezza.

Helmond, piccola cittadina industriale dei Paesi Bassi talmente umile e minuscola che la maggior parte delle persone non sarebbe in grado di indicare su una mappa, potrebbe non sembrare il luogo di nascita del più noto fornitore mondiale di stampe cerate (o wax) di alta gamma.

Invece lo è, con Vlisco, un marchio che è diventato un’icona della moda in Africa centrale e occidentale.

In sostegno di una prospettiva di sviluppo e trascurando quindi le parentesi di giudizio sulle sottrazioni culturali che associano Vlisco al ‘mostro cattivo che ha spogliato l’Africa della sua anima’, il marchio ha comunque il grande merito di aver segnato un passo importante nella storia della moda, come testimonianza mondiale del genio creativo africano.

I disegni dei tessuti wax infatti traggono ispirazione dall’Africa e dalle sue tradizioni, e sono fatti per rispondere alle esigenze della popolazione africana.

Dal 1930, Vlisco è considerato come uno dei migliori marchi di moda in Africa occidentale e centrale, tanto che attualmente, nonostante si stia manifestando una crescente concorrenza dovuta anche a una migliore capacità produttiva locale, continua a distribuire le stoffe a un mercato molto diffuso, che oggi abbraccia principalmente Costa d’Avorio, Nigeria, Togo, Benin, Ghana e Congo.

Abito in wax da uomo, made in Ghana

Abito uomo, made in Accra, Ghana

Rimandiamo a questo articolo del Post, che illustra magnificamente alcune delle fantasie più famose del marchio e i loro significati.

Ha una storia unica e complessa il wax, o stampa africana cerata: nato come sforzo coloniale olandese del XIX secolo di imitare il tessuto batik giavanese per i mercati del Sudest asiatico, è stato ricoperto come un indicatore di stato capace di condizionare in modo dominante l’economia visiva dei mercati dell’Africa occidentale. Sebbene gran parte delle stoffe cerate circolanti nel mondo oggi sia prodotta in Cina, il Wax continua ad essere centrale per l’espressione di identità e potere che assegna alle donne dell’Africa occidentale. Oggi la stoffa cerata esprime molto, e supera quindi le logiche estetiche, commerciali, come anche i traffici di beni e capitali.
In Africa il Wax è il tessuto che custodisce i ricordi intimi e nazionali africani, e come rappresentante di una preziosa forma di memoria collettiva, si predispone a portare nuova ricchezza alla cultura materiale dell’Africa occidentale e oggi anche all’Europa, sganciato com’è da inibizioni e così incredibilmente aperto a rielaborazioni creative.

Gli africani hanno accolto di buon grado questo tessuto nel proprio quotidiano, celebrandolo anzi durante feste tradizionali, eventi popolari e cerimonie nuziali. In Africa tutte le donne sognano un vestito in wax olandese, perché oltre a essere il tessuto più caro è anche sinonimo di classe ed eleganza.

completo wax, coordinato top e gonna

My afropolitan style

Il Wax grazie alla sua versatilità è sempre più popolare su scala mondiale, e oggi continua a calcare e a rivoluzionare le passerelle internazionali.

Non è un caso vederlo indossato sempre più frequentemente, nei salotti della moda e dello spettacolo, in città da celebrità, ma anche da molte fashion blogger, afropolitan e globe trotter, che hanno fatto dei vestiti in wax un must have per il proprio guardaroba. Anch’io, ovviamente, ho dei capi che colleziono nel mio, prodotti da artigiani ghanesi, quindi per me dei cult dal valore inestimabile che non venderei mai a nessuno.

Coordinato in Wax, made in Ghana

Completo in coordinato Made in ghana, stoffa Woodin

Se capitate ad Accra come turisti e state cercando wax di qualità, è possibile acquistarlo nelle eleganti boutique di Woodin. Ricordo per esempio a Osu, di un raffinato spazio che vende alcune tra le più belle stoffe di Accra, dove avevo acquistato stoffe per realizzare un abito, una gonna e una camicia. Woodin è parte di un gruppo di negozi molto quotato dell’Africa settentrionale che vende abiti in wax di qualità, ideale per fare dei regali puntando su eleganza e originalità! Qui il link a cui potrete trovare i negozi Woodin a seconda della vostra posizione ed esigenze.

Per ulteriori approfondimenti vi consiglio il libro “Patterns in Circulation – CLOTH, GENDER, AND MATERIALITY IN WEST AFRICA”, di Nina Sylvanus, che descrive in modo avvincente i modelli estetici cross-culturali che hanno dominato la storia dell’Africa occidentale, mostrando come un gruppo di donne togolesi sia diventato – attraverso la realizzazione e la circolazione di vestiti in wax – così importante da condizionare sia il gusto estetico che la storia del proprio paese. Viaggiando in profondità nel terreno mobile e caleidoscopico della produzione tessile, del design e del commercio, l’autrice, che insegue l’abbigliamento wax nello spazio e attraverso il tempo, vi svelerà il suo ruolo critico nei modelli, coloniali e postcoloniali, di produzione di scambio e di valore.

Consiglio anche “Tessuti africani. Colore e creatività attraverso un continente di John Gillow (Skira, Milano 2003), uno studio abbastanza ampio e di immediato impatto visivo che comprende sezioni sulla Costa d’Avorio, sul Mali, sulla Sierra Leone, su Capo Verde e sul Delta del Niger. Per ultimo “Costumi e tessuti dell’Africa di Anne-Marie Bouttiaux, Frieda Sorber, Anne Van Cutsem (5 Continents Editions, Milano 2008).

Source:

http://press.uchicago.edu/ucp/books/book/chicago/P/bo25126083.html

http://www.messynessychic.com/2015/10/30/made-in-holland-the-chanel-of-africa/

http://www.ilpost.it/2015/12/01/vlisco-tessuti-africani/