Artigianato della Mauritania: bagliori chic dal deserto africano

L’artigianato africano offre una tale varietà di soluzioni, sia formali che contenutistiche da rivelarsi un immenso libro aperto sulle culture. Ogni manufatto diventa “artigianale” nella misura in cui viene prodotto con un surplus di valori che lo elevano rispetto al suo impiego utilitaristico. E la spinta a rendere l’oggetto il più bello possibile è sempre presente, perché tutti i popoli africani hanno un fortissimo sentimento estetico che li induce a infondere “bellezza” in ogni aspetto della loro vita, con parametri che cambiano da un popolo all’altro.

La nostra sete di scoperta su nuovi capi e tendenze di moda africana ci trasporta oggi in Mauritania, sorprendente terra di fusione tra culture arabe e berbere. Come ve la immaginate? Se la mente vi porta ai mauri nomadi del deserto mentre sorseggiano una tazza di tè sotto una tenda, beh dimenticatela! Questa è una cartolina del passato. Al suo posto, immaginate uomini d’affari con lunghe tuniche azzurre discutere nelle città brulicanti insieme ad altri con le casacche africane. O donne more, parcamente avvolte nei loro melhafas colorati da cui spuntano piedi decorati con l’henné, che convivono con donne wolof dalle scollature più audaci e la pelle verniciata dal burro di karité.

Curiosando anche tra gli accessori e i manufatti stilistici della Mauritania, se da un lato si avverte ancora una forte appartenenza tribale, dall’altro la varietà artigianale si lega strettamente alla diversità etnica. Gli oggetti sono creati dai fabbri – che realizzano soprattutto gioielli in ebano o argento su ordinazione, bauli, pipe (maneija) in legno o metallo, strumenti musicali tradizionali (ardin e tidinit) – o dalle donne, che invece creano tabacchiere, stuoie intrecciate in pelle, coperte e tappeti di lana, articoli di cuoio dipinti a mano, cuscini di pelle tinta e decorati con applicazioni, portachiavi in cuoio o all’uncinetto, e tende marroni in lana di cammello, che oggi sono più spesso bianche in cotone (khaïmas).

Non dimentichiamo, tra gli accessori, le perle che per secoli hanno rappresentato la tipica parure di nozze, in particolare quelle di kiffa (perle dipinte) o quelle più antiche e venerabili portate dai tuareg o dagli haoussa.

collana di perle kiffa, artigianato della Mauritania

Fili di perle Kiffa uniti in una collana mostrano i motivi molto rari e ben eseguiti dalle donne mauritane.

La gente della Mauritania, che la tradizione ha abituato a realizzare gli abiti come strumenti di difesa dal clima naturale arido per mettersi al riparo da venti brucianti o notti fredde, oggi prova ad incontrare le richieste della moda contemporanea e delle nuove generazioni. Ma evoluzioni a parte, ora eccovi una panoramica degli abiti tradizionali della Mauritania, da sempre concepiti come ottimi alleati per proteggere il corpo dai maltrattamenti di sole e vento. E intendiamoci… senza un’adeguata qualità artigianale, come si potrebbe osservare bene questo compito?

MelhafaShbka, o melhafa, è il foulard leggero in morbido cotone e organza tinto a mano e fatto dalle donne artigiane esperte della Mauritania. melhafa, artigianato Mauritania Questa sciarpa seducente, realizzata con tecnica tie & dye, viene indossata come un Sari per schermarsi il viso dal sole sahariano, o indossata a scopo decorativo, per aggiungere un tocco chic a un abito. Sapete che una donna elegante deve cambiare il melhafa tutti i giorni? Il prezzo poi varia a seconda della trama, della qualità del tessuto, e della varietà dei motivi prodotti dalle numerose pieghettature e bagni di tintura.

Boartigianato mauritania, boubou ubou moro (o draa): la tunica lunga è l’abito tradizionale degli uomini, che è a volte bianco, ma più spesso celeste, con una semplice tasca sul davanti sapientemente ricamata con fili dorati. Si tratta, in realtà, di un grande lenzuolo con un buco in mezzo per la testa e con gli angoli cuciti che ricadono sui polpacci.

Sarouel: questi pantaloni ampi, perfetti nella stagione estiva grazie alle grandi falde che lasciano passare l’aria, si abbinano al boubou moro ed erano un tempo solo per gli uomini. Oggi il sarouel è sdoganato anche per la categoria femminile e la moda globale, haute couture inclusa, lo sta rivisitando in diverse chiavi. Introdotto in Africa dopo l’ invasione persiana, il Sarouel è rappresentativo dei pantaloni africani. Vogliamo vedere oggi come lo ritroviamo e l’evoluzione che sta avendo questo modello nella nostra cultura?

Eccovi qualche esempio fotografico di attualità, nelle declinazioni urban, ninja, o harem.

 

Sarouel Ninja, pantaloni donna

Sarouel Ninja, pantaloni donna

Sarouel urban, pantaloni harem uomo

Sarouel urban, harem uomo

Sarouel classico sportivo donna

Sarouel sportivo donna

 

 

 

 

 

 

 

 

Sarouel - harem da città, donna

Sarouel – harem da città, donna

Sarouel - ninja, uomo

Sarouel – ninja, uomo

Sarouel - modello harem casual, donna

Sarouel – modello harem casual, donna

 

 

Bazin: è il tessuto damascato utilizzato per confezionare i più bei boubous africani. I membri dell’etnia toucouleur preferiscono i colori cangianti con motivi stampati, mentre i mauri sono più sobri nella scelta dei loro abiti. Vi rimando a un bell’articolo del blog Sancara per approfondire le origini e la particolare storia dei toucouleur dell’Africa occidentale. Qui il LINK!

Haouli (o cheche): è il velo rettangolare che funge da turbante, disponibile in molti colori e lunghezze. Tra i più comuni il nero, il beije e il bianco.

Nails: questi semplici sandali, rappresentano i più autentici calzari dei tuareg, che un tempo venivano venduti in pelle di gazzella e oggi in pelle di montone. Per carità saranno anche a difesa del clima, ma questi Nails non mi sembrano rispettare molto l’ambiente! Speriamo quindi in un progresso in questa direzione ecologica.

Bene, dopo questo tuffo esotico spero di avervi ispirato a provare nuovi outfit. Io sto già preparando nel mio guardaroba Sarouel ninja, harem e uno stuolo di turbanti multi color. Non mancherò di darvi presto altre suggestioni estetiche su come indossarli. Spero intanto che l’articolo vi sia piaciuto, e di esservi stata utile ad indagare un altro pezzo d’Africa! Ma vi anticipo, non basterà una vita per scoprirla e raccontarvela tutta. Ciao, vi abbraccio!

FONTI:

On line. https://www.custom-qamis.com/en/blog//traditional-dress-of-mauritania

Libri:

Le guide routard, Africa nera. Edizione 2005/2006.
Niger e Mali. Mauritania, Burkina Faso. Lonely planet. 6° ed. italiana, marzo 2010.